Dio è morto
Avevo una radiolina rossa con la manovella, con quella manovella si accendeva e si alzava anche il volume, il tasto zigrinato era mezzo centimetro di circonferenza e perdeva i colpi nella girata, lo ricordo perfettamente, la polvere lo aveva intasato e funzionava con un ritardo.
La frequenza era segnata a matita su radio1 tanto ci ascoltavo solo le partite tramite quella radiolina, la spostavo dove la casa era più tranquilla da permettermi l'ascolto delle telecronache senza fratello piccolo molesto o mamme che chiedono sempre qualcosa durante le partite.
Scrivevo e studiavo sempre con la radiolina sintonizzata sulle partite. Le partite erano tutte la domenica pomeriggio non esistevano interessi economici delle TV , non esistevano scommesse online, telefonini YouTube,var e montaggi, la partita iniziava e finiva allo stadio, alla radio e a 90esimo minuto . Il lunedì a scuola, a Torino poteva essere drammatico o dolcissimo a seconda del risultato, dovevo prepararmi a invettive o sfottò e pugni o
"vi lascio stare perché siete troppo ignoranti per parlare di calcio"
Ero lontana
Lontana dal San Paolo
Lontana da Napoli
Lontana dalla mia famiglia che amavo e amo tantissimo
Lontana dal calore
Lontana dalla coperta corta e sfoderata che solo Napoli può darti
La coperta di Napoli può essere di lana merinos in estate o di seta in inverno!
Napoli è così o la ami o la odi non devi cercare di spiegarla, devi crederci e basta, forse per questo non ho mai sentito il bisogno di avere un Dio, ho Napoli come religione ho Napoli che mi dà tutte le risposte alle mie domande, Napoli che come figlio, ha scelto Maradona che come Napoli si ama o si odia .
Io piccola 15enne tifosa del Napoli a Torino , devo tutto a Maradona, gli devo sorrisi , gli devo gioie incontrollabili , gli devo l'amore per una squadra che non ha mai più vinto, che mi ha regalato più intossichi che gioie, gli devo il calore di Napoli anche a -10 ,
no non gli devo nessun riscatto sociale,
i napoletani non necessitano di riscatto sociale tramite il pallone , i napoletani il pallone lo amano lo adorano lo seguono e lo tengono nel cuore, come tengono nel cuore tutti i figli di Napoli sparsi per il mondo nativi e non, di questa grande madre che accoglie a braccia aperte tutti, anche i figli illegittimi anche i figli drogati, anche i figli che sbagliano.
Oggi è morto un figlio di Napoli, un figlio che in qualche modo ha cercato di restituire a sua madre una piccola parte di quell'amore che ha ricevuto, un figlio che anche quando ti ruba i soldi per la droga, torna a casa vivo e mamma lo accoglie a braccia aperte perché ha sempre nel cuore la speranza di salvarlo. Maradona è morto e con lui è morta una piccola parte di quella ragazzina secca incazzata e tifosa di un sogno chiamato Napoli calcio !
Non doveva finire così, non so come dovesse finire, ma forse non esiste un modo giusto di sapere della morte di Maradona
sabato 28 novembre 2020
Maradona
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